Il paese dove non si paga l'Imu: azzerata
per la prima casa. «È previsto dalla legge»

Marano della Valpolicella la cancella. Allo 0,76 quella sulla
seconda abitazione. «C'è il parere favorevole del Governo»

Per farlo il Comune deve avere il bilancio in pareggio (direttanews.it)
VERONA - «L’Imu sulla prima casa? Noi l’abbiamo azzerata, e in modo perfettamente legale, ho acquisito anche il parere favorevole del Ministero del Tesoro». È la risposta che arriva da Marano della Valpolicella, piccolo Comune Veronese di 3200 abitanti, sulle polemiche per la famigerata Imposta municipale unica. Che vale un record: Marano è il primo Comune del Veneto, e certo uno dei rari in Italia, ad aver partorito una delibera capace di azzerare l’Imu sulla prima casa.

Per legge, infatti, i Comuni devono applicare l’imposta e l’aliquota sulle prime case, che di base è lo 0,4 per cento, può al massimo venir dimezzata allo 0,2 e non può venir azzerata. Ma la legge istitutiva dell’Imu - spiega la delibera del Consiglio Comunale maranese, guidato dall’ingegner Simone Venturini - lascia in realtà ai Comuni ampia facoltà di agire sulle detrazioni, le quali possono anche venir elevate all’infinito, cioè «fino a concorrenza dell’imposta dovuta»: lo prevede espressamente l’articolo 13 del Decreto che ha istituito l’Imu. Ed è precisamente quello che ha fatto il Comune di Marano.

La legge pone però ai Comuni due condizioni: primo, che il bilancio sia in pareggio. Secondo, che se azzerano la tassa sulle prime case non possono poi rivalersi sulle seconde, inasprendo l’aliquota base dello 0,76 per cento. E il Comune di Marano ha ottemperato: il bilancio è in pari e l’aliquota sulle seconde case resta ferma allo 0,76. E sulle prime case, non si paga un euro.

Questo, mentre a pochi chilometri di distanza il sindaco Flavio Tosi indice per domenica a Verona una manifestazione di primi cittadini leghisti per protestare contro l’Imu sulla prima casa. Ed il presidente dell’Anci Veneto, Gorgio Dal Negro, sindaco di Negrar, una vallata più in là di Marano, cercherà oggi in un vertice a Roma di convincere gli altri primi cittadini a dire sì all’accordo con il Governo Monti che prevede che dal 2013 la famigerata Imposta municipale unica rimanga tutta ai Comuni (oggi la metà va allo Stato, escluso però proprio quanto arriverà dalla prima casa che resta agli enti locali).

«Non siamo un Comune ricco – esordisce subito il primo cittadino Venturini - e in dieci anni d’amministrazione non abbiamo fatto neanche una lottizzazione per avere introiti dagli oneri di urbanizzazione. Ma cerchiamo di fare bene con il poco che abbiamo, sfruttando al massimo le possibilità di finanziamenti concesse dalla Comunità montana della Lessinia, dalla Regione, dall’Ue. Poi abbiamo 11 dipendenti su 3200 abitanti, una delle percentuali più basse del Veneto e d’Italia. E tutti sappiamo che il costo del personale ha un peso rilevante sul bilancio di un’amministrazione. Un dipendente ci costa 40 mila euro l’anno, che per noi vale tutto il gettito Imu della prima casa».

Sorge spontanea una domanda: ma perché i tanti Comuni del Veneto bene amministrati e col bilancio in pari non seguono l’esempio di Marano? «Mah, secondo me è un rischio perché per legge l’imposta bisogna metterla a bilancio. So che Marano ha fatto questa scelta ed è l’unico Comune del Veneto ad aver azzerato l’Imu sulla prima casa – sottolinea il presidente-sindaco Dal Negro -. Personalmente, punto più sull’accordo che domani (oggi per chi legge, ndr) discuteremo a Roma nell’assemblea nazionale dell’Anci, dove ci saranno anche Tosi e Renzi». Dal Negro si riferisce al patto col Governo che prevede dal 2013 tutto il gettito Imu destinato ai Comuni, l’apertura sul Patto di stabilità con lo sblocco di un miliardo e 200 milioni attraverso un decreto legge a luglio, e l’istituzione di un Fondo che incamererà, attraverso la Cassa depositi e prestiti, i beni immobiliari dei Comuni, permettendo di ottenere liquidità senza vendere patrimonio. Intanto, però, a Marano per la prima casa l’Imu sarà pari a zero. Ma non siete preoccupati per il bilancio? «No, per niente – conclude Venturini - i conti sono in ordine come dimostra il consuntivo chiuso con un avanzo di 350 mila euro su un bilancio di 2 milioni e 100 mila».

giovedì 14 giugno 2012



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